Le parole degli investimenti, spiegate semplici
Le banche danno per scontato che tu sappia cosa vogliono dire. Qui trovi ogni termine con un esempio in euro. Le regole sono quelle italiane, per chi ha il conto in regime amministrato.
Prezzo medio di carico (PMC)
È quanto hai pagato in media per ogni azione che possiedi, commissioni comprese. Se compri lo stesso titolo più volte a prezzi diversi, la media si sposta. È il numero che la banca usa per calcolare le tasse quando vendi.
La tassa sull’acquisto non entra nel prezzo medio: la paghi, ma per legge non riduce le tasse sul guadagno.
Guadagno lordo e netto
Il lordo è la differenza tra quanto vale il tuo investimento e quanto lo hai pagato. Il netto è quello che ti resta davvero dopo aver tolto commissioni e tasse. Le app delle banche di solito mostrano il lordo.
Plusvalenza e minusvalenza
Quando vendi, la plusvalenza è il guadagno: hai venduto a più di quanto avevi pagato. La minusvalenza è la perdita: hai venduto a meno. Sulle plusvalenze si pagano le tasse. Le minusvalenze non si tassano, anzi finiscono nello zainetto fiscale e possono farti risparmiare tasse in futuro.
Realizzato e non realizzato
Un guadagno è non realizzato finché non vendi: esiste solo sulla carta e può cambiare ogni giorno. Diventa realizzato quando vendi: a quel punto è definitivo e, se è un guadagno, ci paghi le tasse.
Tasse sui guadagni
In Italia sui guadagni finanziari si paga un’imposta fissa, non a scaglioni come sullo stipendio:
- 26% su azioni, ETF, obbligazioni di aziende, dividendi e interessi;
- 12,5% sui titoli di stato (BTP, BOT e titoli di stati esteri ammessi).
Per gli ETF che contengono titoli di stato l’aliquota è una via di mezzo, in base a quanti ne contengono. Le tasse si pagano solo sui guadagni realizzati.
Zainetto fiscale
È il “credito” che accumuli quando vendi in perdita. La banca si segna le tue minusvalenze e le usa per ridurre le tasse sui guadagni futuri. Puoi usarle nell’anno in cui le hai realizzate e nei quattro anni successivi, poi scadono.
Tre cose da sapere:
- Gli ETF non lo usano. Le perdite sugli ETF entrano nello zainetto, ma i guadagni sugli ETF si tassano sempre per intero.
- Resta sulla banca. Lo zainetto vale sul conto dove hai fatto la perdita. Se chiudi il conto, chiedi alla banca la certificazione delle minusvalenze, per non perderle.
- Titoli di stato: la compensazione segue regole particolari, e Nettometro per ora non la calcola.
Regime amministrato
Vuol dire che le tasse le calcola e le paga la banca al posto tuo (fa da “sostituto d’imposta”), e si ricorda lei il tuo zainetto fiscale. Tu non devi mettere niente nella dichiarazione dei redditi. È il caso delle banche italiane e, dal 2025, anche di Trade Republic per chi ha l’IBAN italiano. Il contrario è il regime dichiarativo, dove i guadagni li dichiari tu.
Commissione
È quanto la banca ti fa pagare per ogni ordine, sia quando compri sia quando vendi. Le commissioni di acquisto entrano nel prezzo medio, quelle di vendita riducono il guadagno. Su cifre piccole pesano molto: 1 € su un acquisto da 50 € è già il 2%.
Tassa sull’acquisto (Tobin tax)
È una piccola tassa che si paga quando compri azioni di grandi aziende italiane: lo 0,1% se l’ordine passa dalla Borsa, lo 0,2% se passa fuori, come su alcune piattaforme. Sulle azioni francesi è dello 0,4%, su quelle americane non c’è. Per legge non si può scalare dalle tasse sul guadagno: la paghi e basta.
Prezzo di pareggio
È il prezzo a cui, vendendo tutto, recuperi esattamente quello che hai speso, commissione di vendita compresa. Sotto ci perdi, sopra ci guadagni.
Imposta di bollo
È una tassa dello 0,2% all’anno sul valore dei tuoi investimenti, che si paga anche se non vendi niente. La trattiene la banca, di solito a fine anno o a rate durante l’anno.
Dividendo
È la parte di utili che un’azienda distribuisce a chi ha le sue azioni. In Italia si paga il 26% di tasse. Sui dividendi di aziende estere spesso c’è prima una tassa nel paese dell’azienda (per esempio il 15% negli Stati Uniti) e poi quella italiana sul resto.
ETF
È un fondo che si compra e si vende in Borsa come un’azione e che contiene tanti titoli insieme, spesso per copiare un indice come l’MSCI World. È comodo per diversificare con poche spese. Dal punto di vista delle tasse è diverso dalle azioni: i guadagni non possono usare lo zainetto fiscale.
Titoli di stato e valore nominale
Un titolo di stato (BTP, BOT…) è un prestito che fai allo Stato. Il valore nominale è la cifra che ti restituisce alla scadenza. I prezzi si scrivono “su 100”: un prezzo di 98,50 vuol dire che paghi 98,50 € ogni 100 € di nominale.
Versato
Sono i soldi che hai trasferito sul conto d’investimento, meno quelli che hai ritirato. Non è un guadagno: è il punto di partenza, utile per capire quanto hai messo di tasca tua.