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Le parole degli investimenti, spiegate semplici

Le banche danno per scontato che tu sappia cosa vogliono dire. Qui trovi ogni termine con un esempio in euro. Le regole sono quelle italiane, per chi ha il conto in regime amministrato.

Prezzo medio di carico (PMC)

È quanto hai pagato in media per ogni azione che possiedi, commissioni comprese. Se compri lo stesso titolo più volte a prezzi diversi, la media si sposta. È il numero che la banca usa per calcolare le tasse quando vendi.

Esempio. Compri 10 azioni a 5 € e poi altre 10 a 7 €, pagando 1 € di commissione ogni volta. Hai speso 50 + 1 + 70 + 1 = 122 € per 20 azioni: il tuo prezzo medio è 6,10 €. Se poi ne vendi 5, il prezzo medio delle 15 che ti restano non cambia: resta 6,10 €.

La tassa sull’acquisto non entra nel prezzo medio: la paghi, ma per legge non riduce le tasse sul guadagno.

Guadagno lordo e netto

Il lordo è la differenza tra quanto vale il tuo investimento e quanto lo hai pagato. Il netto è quello che ti resta davvero dopo aver tolto commissioni e tasse. Le app delle banche di solito mostrano il lordo.

Esempio. Hai 20 azioni con prezzo medio 6,10 € (122 € in tutto). Oggi valgono 8 €, cioè 160 €. Il guadagno lordo è 38 €. Se vendi paghi 1 € di commissione, quindi la plusvalenza è 37 €, e su questa il 26% di tasse, cioè 9,62 €. Il guadagno netto è 27,38 €.

Plusvalenza e minusvalenza

Quando vendi, la plusvalenza è il guadagno: hai venduto a più di quanto avevi pagato. La minusvalenza è la perdita: hai venduto a meno. Sulle plusvalenze si pagano le tasse. Le minusvalenze non si tassano, anzi finiscono nello zainetto fiscale e possono farti risparmiare tasse in futuro.

Realizzato e non realizzato

Un guadagno è non realizzato finché non vendi: esiste solo sulla carta e può cambiare ogni giorno. Diventa realizzato quando vendi: a quel punto è definitivo e, se è un guadagno, ci paghi le tasse.

Tasse sui guadagni

In Italia sui guadagni finanziari si paga un’imposta fissa, non a scaglioni come sullo stipendio:

Per gli ETF che contengono titoli di stato l’aliquota è una via di mezzo, in base a quanti ne contengono. Le tasse si pagano solo sui guadagni realizzati.

Zainetto fiscale

È il “credito” che accumuli quando vendi in perdita. La banca si segna le tue minusvalenze e le usa per ridurre le tasse sui guadagni futuri. Puoi usarle nell’anno in cui le hai realizzate e nei quattro anni successivi, poi scadono.

Esempio. Nel 2025 vendi un’azione perdendo 300 €. Nel 2026 vendi un’altra azione guadagnando 500 €. Paghi le tasse solo su 500 − 300 = 200 €, cioè 52 € invece di 130 €. Le perdite del 2025 valgono fino a tutto il 2029.

Tre cose da sapere:

Regime amministrato

Vuol dire che le tasse le calcola e le paga la banca al posto tuo (fa da “sostituto d’imposta”), e si ricorda lei il tuo zainetto fiscale. Tu non devi mettere niente nella dichiarazione dei redditi. È il caso delle banche italiane e, dal 2025, anche di Trade Republic per chi ha l’IBAN italiano. Il contrario è il regime dichiarativo, dove i guadagni li dichiari tu.

Commissione

È quanto la banca ti fa pagare per ogni ordine, sia quando compri sia quando vendi. Le commissioni di acquisto entrano nel prezzo medio, quelle di vendita riducono il guadagno. Su cifre piccole pesano molto: 1 € su un acquisto da 50 € è già il 2%.

Tassa sull’acquisto (Tobin tax)

È una piccola tassa che si paga quando compri azioni di grandi aziende italiane: lo 0,1% se l’ordine passa dalla Borsa, lo 0,2% se passa fuori, come su alcune piattaforme. Sulle azioni francesi è dello 0,4%, su quelle americane non c’è. Per legge non si può scalare dalle tasse sul guadagno: la paghi e basta.

Esempio. Compri 1.000 € di azioni Enel in Borsa: paghi 1 € di tassa sull’acquisto, oltre alla commissione.

Prezzo di pareggio

È il prezzo a cui, vendendo tutto, recuperi esattamente quello che hai speso, commissione di vendita compresa. Sotto ci perdi, sopra ci guadagni.

Esempio. Hai 20 azioni pagate 122 € in tutto e la commissione di vendita è 1 €: sei in pareggio vendendo a (122 + 1) ÷ 20 = 6,15 €.

Imposta di bollo

È una tassa dello 0,2% all’anno sul valore dei tuoi investimenti, che si paga anche se non vendi niente. La trattiene la banca, di solito a fine anno o a rate durante l’anno.

Esempio. Investimenti che valgono 10.000 € pagano 20 € di bollo all’anno.

Dividendo

È la parte di utili che un’azienda distribuisce a chi ha le sue azioni. In Italia si paga il 26% di tasse. Sui dividendi di aziende estere spesso c’è prima una tassa nel paese dell’azienda (per esempio il 15% negli Stati Uniti) e poi quella italiana sul resto.

ETF

È un fondo che si compra e si vende in Borsa come un’azione e che contiene tanti titoli insieme, spesso per copiare un indice come l’MSCI World. È comodo per diversificare con poche spese. Dal punto di vista delle tasse è diverso dalle azioni: i guadagni non possono usare lo zainetto fiscale.

Titoli di stato e valore nominale

Un titolo di stato (BTP, BOT…) è un prestito che fai allo Stato. Il valore nominale è la cifra che ti restituisce alla scadenza. I prezzi si scrivono “su 100”: un prezzo di 98,50 vuol dire che paghi 98,50 € ogni 100 € di nominale.

Esempio. Compri 10.000 € di nominale a 98,50: paghi 9.850 €. Alla scadenza lo Stato ti restituisce 10.000 €, più gli interessi (le cedole) che ti ha pagato nel frattempo.

Versato

Sono i soldi che hai trasferito sul conto d’investimento, meno quelli che hai ritirato. Non è un guadagno: è il punto di partenza, utile per capire quanto hai messo di tasca tua.

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